Generalità sul
bacino del Metauro
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06.04.2006 :
20.01.2007
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Un Carnevale storico
La manifestazione si svolge in maniera continuativa da ben sette secoli a partire dal 1347, come testimoniano i documenti conservati nell’Archivio Storico Comunale esistente presso l'Archivio di Stato Sezione di Fano e nella Biblioteca Federiciana di Fano - Sezione Emeroteca; tralasciando la ricchissima documentazione di epoca contemporanea, che per convenzione facciamo iniziare dal 1872, sono stati finora reperiti documenti storici relativi agli anni seguenti:
1347, 1359, 1364, 1365, 1366, 1367, 1368, 1370, 1371, 1372, 1374, 1376, 1378, 1379, 1380, 1383, 1384, 1407, 1408, 1409, 1410, 1416, 1417, 1418, 1420, 1425, 1450, 1470, 1471, 1491, 1512, 1513, 1537, 1544, 1545, 1546, 1549, 1550, 1551, 1552, 1553, 1554, 1555, 1556, 1557, 1558, 1560, 1566, 1570, 1577, 1578, 1582, 1585, 1590, 1592, 1620, 1755, 1765, 1793, 1803, 1805, 1810, 1811, 1813, 1815, 1817, 1821, 1824, 1845, 1850, 1861, 1871.
Questi documenti sono consultabili nelle schede che seguono, in corrispondenza dei rispettivi anni.
A ulteriore conferma del profondo radicamento della manifestazione nella città in epoca precedente al 1347, recenti ricerche hanno fatto emergere la presenza a Fano del nome proprio di persona "Carnevale" o "Carnovale"
(Cfr. "Sezione del danno dato", "Libri dei Malefici" dell'Archivio giudiziariario, pag. 139 del 1343, pag. 28 del 1344 ; inoltre pag. 33, vol, 2 del 1348).
Un Carnevale evento culturale
Se per cultura si deve intendere il: "Complesso di cognizioni, tradizioni, procedimenti tecnici, tipi di comportamento e sim. trasmessi e usati sistematicamente, caratteristico di un dato gruppo sociale, o di un popolo …" (cfr. Il nuovo Zingarelli - vocabolario della lingua italiana), un Carnevale che ininterrottamente almeno dal XIV secolo caratterizza la vita sociale ed economica della città a ragione può essere definito un grande evento culturale.
Un Carnevale dolce e gentile
Considerato che era scarso anche il pane nell'epoca in cui i documenti iniziano a registrare il getto di dolciumi (cfr. "de Confetti sparsi / Per me la Via biancheggia" - Canzonetta del 1765), si può affermare che questa caratteristica è realmente straordinaria e rappresenta un inconfondibile "marchio di qualità" del Carnevale di Fano.
Inoltre, Fano respinge almeno da due secoli manifestazioni violente e volgari, come dimostrano tra i tanti i seguenti documenti:
- "Fu fatta da due Giovani bizzarri, una mascherata indecente ed erano Pietro Francolini Ingegnere e Luigi Pagani Barbiere Fanesi, con una cariola di sterco, anunciandosi Mercanti di Merda con Cartelli; furono Carcerati, per ordine della Polizia.” (1805)
- “Non sarà permesso recar noja, o danno nè alle Persone nè al Vestiario col gettito smoderato de' confetti. A tale effetto, si proibisce di usare confetti grossi, e di altra qualunque Pasta fuorchè di Zuccaro, ed in conseguenza si vieta rigorosamente il tenere in Vendita, e comprare tali Confetti di Pasta adulterata, e nocivi. (1813)
- "Nel pomeriggio del giorno dopo si svolse il corso dei fiori che richiamò moltissima gente oltre che dai paesi e dalle frazioni vicine anche da Pesaro e Sinigallia".(1924)
Un Carnevale creativo
Da segnalare tra le tante iniziative originali:
- Partita di calcio in maschera fra "tifosi prato" e "tifosi tribuna" (1933);
- Premiazione delle finestre addobbate (1937);
-"Mille ciclisti presenti alla prima manifestazione ufficiale" (1938);
- Mostra dei negozi (1938);
- Concorso per il cartello del Carnevale (1939);
- Serata del dilettante (1940);
- Raduno goliardico nazionale (1951)
- Presenza alla sfilata di miss Italia e Corso mascherato per bambini (1952)
- Carnevale estivo a partire dal 1953, ecc.
Un Carnevale "arabito"
Il complesso musicale della “Musica arabita” (arrabbiata), erede di un precedente complesso chiamato “Bidonata”, è sorto nel 1923 ad opera di un gruppetto di giovani. L'originalità di questa specie d'orchestra è costituita dagli strumenti: orci, casseruole, coperchi, pettini, pignatte ecc.
Gli effetti sonori e la mimica dei suonatori (vere macchiette comiche) mandano in visibilio gli ascoltatori.
Le origini del complesso risalgono alla fine dell'Ottocento quando a Fano, come in tutte le altre città del tempo, vivevano due fazioni: i nobili ed i ricchi proprietari terrieri da una parte, gli operai ed i marinai dall'altra. Queste due fazioni si escludevano a vicenda. Nelle serata di gala in particolare i patrizi si dilettavano ad ascoltare opere musicali e nei salotti pianoforte, violino ed arpa erano all'ordine del giorno, mentre i plebei ne erano esclusi. Fu proprio per l'esclusione del popolo da quei salotti, ma soprattutto per l'insofferenza del volgo per quella musica gentile e melodica che si ebbe la prima reazione.
E' questa musica "plebea" la “colonna sonora” del Carnevale di Fano e dimostra che con poco, ma con l’intelligenza, è possibile divertire e divertirsi.
Un Carnevale solidale
Già nel 1873 l'incasso della manifestazione, tolte le spese, fu
"erogato a beneficio dell' Asilo Infantile di Città”.
Un anno dopo ci fu la
"Estrazione di due doti di L. 50 cadauna a favore di zitelle povere della città e dei borghi, aventi l'età non minore di 15 anni, ne maggiore di 21".
Le manifestazioni di solidarietà si sono costantemente ripetute nel tempo e negli ultimi anni hanno trovato sbocchi anche a livello internazionale:
“Metà del ricavato sarà devoluto in parte ad una raccolta fondi per paesi del sud-est asiatico e, in parte, all'associazione Comunità Papa Giovanni XXIII di Don Oreste Benzi per progetti umanitari. (2005)
Inoltre, avere avuto il coraggio di boicottare (a partire dal 1999), pur tra qualche contrasto, un’importante multinazionale spesso alla ribalta della cronaca per comportamenti molto discutibili in particolare nei paesi del terzo mondo, ha reso ancor più evidente lo spirito solidale della manifestazione.
Un Carnevale allegorico
I carri allegorici, la principale attrazione del Carnevale, vere e proprie “macchine per lo spettacolo”, sono il frutto del lavoro di artigiani-artisti degni eredi di una tradizione che ha avuto il suo “padre nobile” in Giacomo Torelli, il maestro dell’architettura teatrale e scenica che, partito da Fano, operò a Parigi alla corte del Re Sole.
I precursori dei maestosi carri allegorici odierni erano carrozze trainate da cavalli appositamente attrezzate per sfilare lungo il corso durante il Carnevale; la prima documentazione di questi particolari carri carnevaleschi risale al 1803, quando negli atti di un processo si parla di “Legni Carozali alestiti in foggia”.
Un Carnevale rinomato
E’ la storia, più che l’immagine costruita a tavolino da abili consulenti, a garantire la qualità e il radicamento sociale del Carnevale di Fano, come documenta la considerazione di cui, varcati i confini regionali nel periodo tra le due guerre mondiali, gode a livello nazionale e internazionale attraverso gemellaggi (con città di Germania e Francia), radio e televisione:
- “ operatori della Televisione e dei cinegiornali che hanno ripreso la sfilata delle mastodontiche creazioni di cartapesta (1959);
- " I radiocronisti Nando Martellini e Sergio Giubilo trasmettevano da par loro l'avvicendarsi dei gruppi folcloristici e dei carri e alla descrizione italiana si aggiungeva quella in tedesco e in francese” (1961);
- "Il Carnevale di Fano "in diretta" trasmesso dalla radio croata" (1971).
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Manifesto del Carnevale 1999
Bozzetto di Emanuele Luzzati
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AMADUZZI, Ivo
(1981)
La vecchia Fano
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DELI, Riccardo
(0)
Maschere avanti tutta!
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LAGHI, Armando
(1967)
Fiere e pubblici divertimenti nella Fano del tre e quattrocento (pp. 47-51)
In: Fano, suppl. al n.4, 1967 del "Notiziario di informazione sui problemi cittadini"
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BERARDI, Alberto
(1995)
Note e documenti storici sul carnevale (pp.105-110).
In: Nuovi Studi Fanesi, 10
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CASANOVA, Antonio G.
(1951)
Storia "semiseria" del carnevale fanese (pp.9-12)
In: Carnevale 1951
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CENTRO STUDI CATTANEO (a cura di)
(1982)
Il carnevale di Fano
-
BERARDI, Alberto; GIOVANELLI, Sergio
(2001)
Il pupo - 50 anni di storia
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PICCINETTI, Pierluigi
(2001)
La cartapesta e il carnevale (l'arte della carta collata)
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